LA PROTESTA
Siria, la repressione è senza soste
ieri 24 morti, Italia ritira ambasciatore
Ancora civili uccisi dalle forze fedeli ad Assad, da domenica la violenza del regime ha provocato 150 morti. Nulla di fatto a consiglio di Sicurezza dell’Onu, per la risoluzione la strada è in salita. Frattini richiama il rappresentante a Damasco: “Orribile repressione”
Nel corso delle discussioni al Palazzo di Vetro, a porte chiuse, un alto responsabile dell’Onu ha detto che in Siria si contano anche 3.000 persone scomparse nel nulla e circa 12.000 persone incarcerate. Resta forte il pressing di Gran Bretagna, Francia, Germania, Portogallo e Stati Uniti per l’adozione di una risoluzione di condanna. Alcuni diplomatici, tuttavia, hanno indicato come molto più probabile un’intesa al consiglio di Sicurezza su una semplice dichiarazione, non costrittiva. Anche perché un progetto di risoluzione trova l’opposizione di Mosca e Pechino, due dei cinque membri permanenti del consiglio, che hanno già minacciato di opporre il loro veto, sostenute da Brasile, India e Sudafrica. L’ambasciatrice americana, Susan Rice, ha spiegato al termine della riunione: “C’è stata una grande espressione di preoccupazione o di condanna”. Critico un diplomatico occidentale, che ha parlato a condizione di anonimato: “Il silenzio del consiglio di sicurezza ha incoraggiato la repressione”.
Intanto scattano oggi, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione, le nuove sanzioni della Ue contro la Siria. Nel mirino, cinque uomini del regime di Assad, tra cui il generale Ali Habib Mahmoud, nominato ministro della Difesa il 3 giugno 2009. E’ ritenuto responsabile della conduzione e delle operazioni delle forze armate siriane coinvolte nella repressione e negli atti violenti contro la popolazione civile. Le altre personalità colpite con la misura del congelamento dei beni e dei visti sono Mohammad Mifleh, capo dell’intelligence militare siriana della città di Hama, coinvolto nella repressione dei manifestanti; il maggiore generale Tawfiq Younes, capo del dipartimento di sicurezza interna; Mohammed Makhlouf, stretto collaboratore e zio materno di Bashar al-Assad; nonchè Ayman Jabir, anch’egli direttamente coinvolto negli atti di violenza.
Quanto all’Italia oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini ha deciso di richiamare per consultazioni l’ambasciatore italiano in Siria “di fronte all’orribile repressione contro la popolazione civile”. Il ministro ha proposto anche il richiamo degli ambasciatori di tutti i paesi dell’Unione europea a Damasco. “Dobbiamo continuare ad agire -ha spiegato il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, in un’informativa alla Camera- per fare in modo che sia il popolo siriano, a cui l’Italia continuerà ad assicurare sostegno e vicinanza, a decidere il suo futuro. Il ministro Frattini sta approfondendo tutte le misure più opportune e ha deciso di richiamare il nostro ambasciatore per consultazioni, al fine di dare un forte segnale di riprovazione per le inaccettabili repressioni operate dal regime siriano”. E alle 19 sit in delle opposizioni davanti a Montecitorio.
(02 agosto 2011) © Riproduzione riservata
Fonte:http://www.repubblica.it/esteri/2011/08/02/news/siria_italia_ambasciatore-19905931/