Circa cinquantamila anni fa il nostro globo era popolato da specie differenti del genere Homo, disperse tra Africa e Eurasia, quando piccoli gruppi appartenenti alla nostra specie, Homo sapiens, uscirono dall’Africa e cominciarono a colonizzare vecchi e nuovi mondi. Come si sia imposto il nostro «progresso prepotente», come lo chiama il genetista Luigi Luca Cavalli Sforza, a scapito di tutti gli altri «umani», è ancora un mistero da sciogliere. Fatto sta che da quegli sparuti gruppi di pionieri è discesa una popolazione globale che, come le Nazioni Unite hanno ufficialmente decretato, nell’ottobre del 2011 avrebbe superato i sette miliardi.