Ahmed Habouss. Requiem per il Mediterraneo e l’Africa!!!!

Il Mediterraneo è diventato sinonimo di uno spazio martoriato e stravolto da un ritmo frenetico di violenze e di drammi umani, di una crudeltà inaudita e inenarrabile.

Una violenza derivata da guerre di occupazione che hanno modificato la carta geografica e geopolitica della regione. Una guerra che ha distrutto stati, istituzioni e territori, una guerra che ha introdotto la logica etnico-religiosa e identitaria frammentando paesi e culture all’infinito, senza nessuna prospettiva. L’occupazione e la guerra civile hanno favorito la distruzione di intere civiltà e la nascita dello stato di terrore chiamato Daesh. Una violenza che ha distrutto intere generazioni, che ha aperto la strada al caos quotidiano, alla distruzione di antiche città e di un patrimonio materiale e immateriale unico al mondo. Tutto ciò ha come conseguenza logica sofferenze indescrivibili, di esodi, di esilio di milioni di persone che hanno perso tutto soprattutto la loro dignità. Questa tragedia deriva anche dalla mondializzazione dello Stato invisibile (The Deep State) che ha pianificato e gestito da decenni il disordine e le guerre su scala mondiale. Questo Stato invisibile è tutto ciò che non è lecito, chiaro e visibile perché fa del disordine un metodo di lavoro e una maniera di concepire le relazioni internazionali, in una logica non scritta ma portata avanti da gruppi di interessi consolidati dentro una rete strutturata che agisce nell’ombra o con la complicità di poteri forti che si annidano dentro le strutture dello Stato ufficiale (The Public State). Il motore e la linfa di questo nuovo disordine mondiale si chiamano finanza, petrolio, acqua, terre, materie prime, traffico di essere umani, guerra permanente: il dramma che vive il Mediterraneo e l’Africa ne sono la prova irrefutabile.

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