gen 28

Géographie française: une traversée 1 21.12.2011 – 14:00

A l’occasion de la publication de Deux siècles de géographie française, une anthologie, Planète terre clôt  avec Marie Claire Robic et Jean Louis Tissier sa série d’automne consacrée à la définition de la géographie.

Carte de France ancienne ©

carte des régions ©

Invité(s) :
Jean-Louis Tissier, professeur à l’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, UMR geographie-Cités
Marie-Claire Robic, directrice de recherche au CNRS, laboratoire épistémologie et histoire de la géographie (EHGO).

Thème(s) : Sciences| France| Géographie

Source: http://www.franceculture.fr/emission-planete-terre-geographie-francaise-une-traversee-2011-12-21

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gen 26

Luca CAVALLI SFORZA Dai batteri al linguaggio ora so che l’ uomo è meglio di come viene disegnato

25 gennaio 2012 —   pagina 54   sezione: CULTURA

MILANO Per un uomo che oggi compie novant’ anni la vita non è più un riparo. “E’ un bel traguardo, ma ci si sente più scoperti, più esposti all’ accadere delle cose, allo scorrere del tempo”, dice Luca Cavalli-Sforza, uno dei più grandi studiosi mondiali di genetica. Ha insegnato a Cambridge, a Stanford, a Milano. Ha allievi in tutto il mondo che proprio oggi lo festeggeranno con una video conferenza simultanea.

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/25/luca-cavalli-sforza-dai-batteri-al-linguaggio.html

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gen 26

CONTRO IL MITO DELLE RADICI

24 gennaio 2012 —   pagina 52-53   sezione: CULTURA

Nel nostro dibattito culturale sempre più frequentemente ricorre l’ associazione fra tradizione e identità, quasi che l’ identità collettiva – l’ identità di un certo gruppo – dovesse essere concepita come qualcosa che deriva direttamente e unicamente dalla tradizione. Una delle affermazioni oggi più circolanti è proprio la seguente: «l’ identità si fonda sulla tradizione».

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/24/contro-il-mito-delle-radici.html

 Il Mulino

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gen 16

Serve un Keynes per salvare il Belpaese

15 dicembre 2011 —   pagina 1   sezione: PRIMA PAGINA

AMBIENTE, paesaggio e beni culturali in tempo di crisi: a governo tecnico, qualche appunto tecnico. Primo: ancora più fragile dell’ economia italiana è il suolo della Penisola. Sono state censite almeno mezzo milione di frane, che interessano poco meno del 10% del nostro territorio. Non si tratta solo di morfologia naturale: il degrado è velocizzato dall’ abbandono delle coltivazioni e da incendi boschivi spesso dolosi.

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/12/15/serve-un-keynes-per-salvare-il-belpaese.html

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gen 16

La biblioteca di Borges /2

15 gennaio 2012 —   pagina 35   sezione: Copertina

Non è imprudente supporre che arriverà il giorno in cui qualche giornale divulgherà la seguente domanda: quali sono i tre libri che lei si porterebbe su un’isola deserta?, seguita da un’infinità di risposte piùo meno ternarie. André Gide ha confessato di amare questo gioco e ha ripubblicato alcuni dei suoi cataloghi – eminenti cataloghi ragionati, dove non si trovano solamente i nomi, ma anche il perché di ogni predilezione…

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/15/la-biblioteca-di-borges.063.html

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gen 16

La biblioteca di Borges /1

15 gennaio 2012 —   pagina 35   sezione: Copertina

BUENOS AIRES La Biblioteca Nazionale di Buenos Aires non è più quella che aveva conosciuto Jorge-Luis Borges (18991986) a Calle México, nel quartiere di San Telmo. È un edificio moderno nel quartiere della Recoleta che ricorda vagamente il bunker antiaereo dello zoo di Berlino, e ha vicende poco meno militari, giacché il terreno su cui sorge era quello della residenza di Perón, distrutta insieme ad altre vestigia del regime dopo il 1955.

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/15/la-biblioteca-di-borges.060.html

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gen 14

Come dare dignità al nostro futuro

11 gennaio 2012 —   pagina 1-28   sezione: PRIMA PAGINA

DA QUANDO siamo rinchiusi come morti viventi nella recessione, è soprattutto sulle sciagure passate che riflettiamo, illuminati da economisti e raramente purtroppo da storici. È un rammemorare prezioso, perché delle depressioni di ieri apprendiamo i tempi lunghi, gli errori, gli esiti politici fatali, specie nella prima metà del secolo scorso. Anche sulle grandi riprese tuttavia conviene meditare: sulle rivoluzioni economiche che hanno aumentato e diffuso il benessere. In particolare, vale la pena ripensare la scintilla da cui partì la Rivoluzione industriale del XVIII secolo.

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/11/come-dare-dignita-al-nostro-futuro.html

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gen 14

ABOLIRE LA MISERIA

28 dicembre 2011 —   pagina 1   sezione: prima pagina

CERTE volte dimentichiamo che il pensiero di unirsi in una Federazione, nato come progetto non utopico ma concreto nell’ultima guerra in Europa, non ha come obiettivo la semplice tregua d’armi fra Stati che per secoli si sono combattuti seminando morte. È un progetto che va alle radici di quei nostri delitti collettivi che sono stati i totalitarismi, le guerre. Che scruta le ragioni per cui gli individui possono immiserirsi al punto di disperare, anelare a uno strabiliante Redentore terreno, immaginare la salvezza schiacciando i propri simili: i deboli, in genere. Dicono che i motivi che spinsero gli europei a unirsi, negli anni ’50, sono svaniti perché il compito è assolto: la guerra è oggi tra loro impensabile.

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/12/28/abolire-la-miseria.html

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gen 12

Le harem et l’Occident, de Fatema Mernissi The Good Body, d’Eve Ensler Sortir du « harem de la taille 38 »

En interrogeant les Européens sur la vision fantasmatique qu’ils se faisaient du harem, la Marocaine Fatema Mernissi – elle-même née dans un harem bien réel – a été intriguée de constater que les fantasmes sexuels des hommes occidentaux étaient souvent peuplés de femmes muettes, passives, et qu’ils considéraient l’échange intellectuel comme un obstacle au plaisir.

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gen 10

Marx 2020/2

08 gennaio 2012 —   pagina 25   sezione: Copertina

L’enorme quantità e la varietà delle merci disponibili sul mercato non dipendono soltanto dalla quantità e dalla varietà dei prodotti, ma sono in parte determinate dall’entità della parte di prodotti prodotti come merci, che dovranno dunque essere immessi nel mercato per la vendita in qualità di merci.

Fonte: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/08/marx-2020.051.html

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