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giu 03

Chateaubriand. Poesia e Terrore

Marc Fumaroli. Chateaubriand. Poesia e Terrore, Adelphi, 2009, pp. 806. Euro 55,00.

 

Questo libro è un’opera originale, colorata, appassionata ed allo stesso tempo lacerante che le da un respiro ed un ritmo proprio. La letteratura è un mondo popolato da attori, da personaggi, da eroi, da alleati e avversari nutriti da querelles e passioni che ci consentono di amare la letteratura, di farne l’elogio e soprattutto di apprezzarne le belle opere.

Emerge da questo libro la figura di Chateaubriand, un uomo angosciato e profondamente dilaniato fra due secoli: il XVIII e il XIX modulati dal libertinaggio, dalla passione e dal romanticismo. Una vita intensa e piena che ha nutrito la stessa opera di Chateaubriand. Parafrasando una bella formula di Sainte – Beuve Chateaubriand “Era un epicuriano che aveva l’immaginazione cattolica”. In questi tempi di mediocrità i libri come questo e la cultura in generale, sono minacciati dall’idiozia e la mediocrità dilagante, in seno ad una società, alienata ed alienante. L’elogio della letteratura è un grido, un’esigenza civile e culturale, un antidoto che può aiutarci a vivere liberi in un mondo terribilmente complicato. Il libro di Marc Fumaroli, scritto con uno stile piacevole e chiaro, è un’occasione per riscoprire Chateaubriand grazie anche ai racconti che l’autore ci offre e che fanno di questo libro un dono prezioso che getta nuova luce sullo scrittore. Ecco come Fumaroli definisce quest’opera: “Questo libro non è una biografia di Chateaubriand. É un invito a una traversata della grande tempesta poetica delle Memorie d’altretomba e del campo magnetico entro il quale si è formata. Esso presenta il panorama dei sentimenti, dei pensieri, delle passioni di un grande essere che fu anche un grande poeta, nato vent’anni prima del 1789 e morto nei giorni di tumulti e di repressione cruenta del giugno 1848”.

Un libro da leggere con attenzione e con piacere proficuo perché davanti agli occhi del lettore scorre una vita piena e vissuta intensamente ed un passato che ci può sempre insegnare qualcosa di utile.

Ahmed Habouss

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